Ritorna alla Pagina Principale

 

 Torna all'Home Page

 Storia
 Museo
 Reparti
 Galleria Fotografica
 Chi siamo
 Le Decorazioni
 Forum
 L'inno
 I Comandanti
 Le Mostrine
 La Brigata Oggi
 Forza Paris!
 I Simboli
 Mostre
 Il Francobollo
 Articoli
 Link
 Contatti
 Disclaimer
 Download

  Articoli

L'Ultimo dei Centomila - 28/01/2006

Tanti erano I Sardi chiamati alle armi nella campagna di Guerra del 1915- 1918. Furono mobilitate le classi dal 1876 al 1899, per un totale di 5.000.000 di uomini.
Le truppe combattenti assommarono - nell’insieme- al numero di 2.200.000 uomini, quasi tutti impegnati sui fronti terrestri; 650.000 morti, 1.000.000 di feriti, mutilati ed invalidi fu il prezzo pagato dall’Italia alla Grande Guerra.
La Sardegna perse 13.800 soldati, il 14% degli arruolati.
Nel tragico 1917, lo sfondamento del fronte sull’alto Isonzo a Caporetto, e la ritirata generale del Piave, costarono la perdita di 600.000 soldati, di cui 300.000 prigionieri. Il fronte subì un raccorciamento, ma il numero delle Unità di prima linea subì una diminuzione vistosa. Non c’erano più uomini, non c’erano più classi da chiamare; era necessario assolutamente mobilitare i diciottenni della classe 1899. A novembre, in piena battaglia d’arresto, cominciarono le chiamate: i giovanissimi “ragazzi del 99” affluirono ai reparti già nel mese di dicembre. Il Generale Diaz decise di tenere in riserva quei giovani per la grande offensiva alleata programmata per la primavera del 1919, (tanto si pensava dovesse ancora durare la guerra!), ma molti furono impegnati in combattimento già nel gennaio del 1918; i giovani soldati Sardi del 1899 ricevettero il battesimo del fuoco nei giorni eroici della battaglia dei” Tre Monti” ( Col del Rosso, col d’Echele, Monte Valbella, 28-31 gennaio 1918); combatterono con valore sulle alture di Col Melaghetto, posizione strategica tra Col del Rosso ed il Valbella: circondati dagli Austriaci, arroccati sul cucuzzolo, il 29 gennaio resistettero senza cedere agli attacchi del nemico, fino a quando la conquista della lunga dorsale montagnosa del Col del Rosso, da parte della “Sassari”, li liberò. Solo 19 di essi erano sopravvissuti: gli altri erano morti in combattimento, ma non avevano ceduto agli Austriaci, né si erano arresi.
Gloria? Valore? Chissa! Oggi siamo in grado di capire tutto questo? Non lo sappiamo: Però possiamo ricordare ancora quei giorni; abbiamo la fortuna di avere in Sardegna l’ultimo dei 100.000 Sardi, l’ultimo di quei “ragazzi del 1899” : Giovanni Antonio CARTA, da Mores, classe 1899, Caporal Maggiore del 151° Reggimento di Fanteria.
E’ il monumento vivente di quel tempo, un pezzo di storia della Sardegna e dell’Italia; 107 anni portati con una lucidità sorprendente, ed ammirevole per la capacità di corredare i ricordi con le opinioni sue personali, diluite su un arco di tre secoli: 1800, 1990, 2000.
Al Caporal Maggiore G.A. Carta, l’Associazione Nazionale Brigata “Sassari” ha voluto dedicare la giornata del ricordo; il 28 gennaio, festa dei Reggimenti storici della “Sassari” il 151° ed il 152°.
Non solo per celebrare i fasti, ma per rintracciare il filo della storia della nostra gente dopo 90 anni, per interrogarci sui tanti perché del nostro presente e del nostro futuro.
La delegazione dell’Ass.Naz. Brigata “Sassari” guidata dal Presidente, Generale Elio Cossu, accompagnato dal Presidente della Sez. Combattenti e del Nastro Azzurro ha fatto visita al Cap. Magg. G.A.Carta, nella sua casa di Mores. Assieme hanno festeggiato la ricorrenza ed in ricordo è stato consegnato al Socio “ Benemerito”, Il Gagliardetto con i Simboli dell’Associazione. Il Dott. Giuliano Chirra gli ha fatto dono del libro”Trattare Ke Frates Kertare Ke Inimicos” da lui scritto ed il Presidente dei Combattenti ha consegnato una medaglia d’Argento. Con dovizia di particolari, il vegliardo, ha raccontato episodi e illustrato momenti felici e tristi del suo periodo trascorso in trincea. Ha ricordato, il carattere forte del generale Musinu e di altri Ufficiali e Sottufficiali suoi Comandanti.
Alle varie domande rivoltegli, ha risposto con semplicità ed in alcuni casi anche con una punta d’ironia.
A questo punto, non ci resta che augurargli di stare in buona salute , per poter rinnovare la tessera nel 2007. Sempre “Forza Paris” 

Elio Cossu

 

 

  Sito ottimizzato per risoluzione 1024 x 768

© copyright 1999-2006 Massimiliano Cossu